L’8 dicembre 2020, la Corte di giustizia europea ha stabilito che gli uffici del pubblico ministero possono essere considerate come autorità giudiziarie o di emissione ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, e dell’articolo 2, lettera c), della direttiva relativa all’ordine europeo di indagine in materia penale (OEI), “indipendentemente da qualsiasi relazione di subordinazione giuridica che possa esistere tra il pubblico ministero o l’ufficio del pubblico ministero e l’esecutivo di tale Stato membro e dall’esposizione di tale pubblico ministero o ufficio del pubblico ministero al rischio di essere direttamente o indirettamente soggetto a ordini o istruzioni individuali dell’esecutivo quando adotta un ordine di indagine europeo”.

Come è noto, la CGCE si è pronunciata in senso contrario nel contesto del mandato d’arresto europeo lo scorso anno (CGCE, sentenza del 27 maggio 2019 – C-508/19 e C-82/19). Seppur l’OEI non riguardi misure che comportano una privazione di libertà occorre focalizzarsi sulla circostanza che la violazione associata alle misure investigative basate sull’OEI appare come meno ampia rispetto alle privazioni della libertà che hanno luogo in occasione del mandato d’arresto europeo.