L’11 novembre 2021, la CGUE ha adottato la tanto attesa sentenza relativa al caso Gavanozov II – C 852/19. Altri autori che pubblicano su questo blog hanno già delineato i fatti del caso e discusso le potenziali conseguenze di vasta portata di questa sentenza per la protezione dei diritti fondamentali ancora prima della sua emissione. In questo breve contributo, si intende analizzare come la Corte ha interpretato la legislazione bulgara in relazione al diritto a un ricorso effettivo.

La sentenza della CGUE in Gavanozov II apre una breccia nel cammino verso una protezione più ampia del diritto a un ricorso effettivo nella direttiva 2014/41/UE. Dall’altro lato, questa sentenza fragilizza il principio del riconoscimento reciproco e l’idea di base di fiducia nei sistemi giuridici degli altri Stati membri. Essa dimostra che, al fine di sostenere il principio del riconoscimento reciproco, è necessaria un’armonizzazione minima della struttura dei mezzi di ricorso nella procedura di emissione dell’OEI. Potrebbe quindi essere prudente porre maggiore enfasi sui diritti della difesa nel caso di una riforma dell’OEI o dell’adozione di strumenti simili in futuro.